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Alla ricerca di Marcel Proust

«Basta che uno legga l’ultima pagina della Recherche, l’ultima, quella in cui lui dice: “Abbiamo incontrato questi uomini grandi come giganti negli anni”. Uno basta che legga quello, il modo in cui si accumulano in quella pagina gli aggettivi, i sostantivi e il senso del tempo per capire che lui sapeva… Proust era totalmente avvinto ai misteri della scrittura come Vermeer era totalmente avvinto ai misteri della pittura».  Flavio Caroli 

E quando ebbi riconosciuto il gusto del pezzetto di madeleine che la zia inzuppava per me nel tiglio, subito (benché non sapessi ancora – e dovessi rimandare a ben più tardi il momento della scoperta – perché quel ricordo mi rendesse tanto felice) la vecchia casa grigia verso la strada, di cui faceva parte la sua camera, venne come uno scenario di teatro a saldarsi al piccolo padiglione prospiciente il giardino e costruito sul retro per i miei genitori (cioè all’unico isolato lembo da me rivisto fino a quel momento); e, insieme alla casa, la città, da mattina a sera e con ogni sorta di tempo, la piazza dove mi mandavano prima di pranzo, le vie dove facevo qualche commissione, le strade percorse quando il tempo era bello. E come in quel gioco, che piace ai giapponesi, di buttare in una ciotola di porcellana piena d’acqua dei pezzettini di carta a tutta prima indefinibili che, non appena immersi, si stirano, assumono contorni e colori, si differenziano diventando fiori, case, figure consistenti e riconoscibili, così, ora, tutti i fiori del nostro giardino e quelli del parco di casa Swann, e le ninfee della Vivonne, e la brava gente del villaggio e le loro piccole abitazioni e la chiesa e tutta Combray e la campagna circostante, tutto questo che sta prendendo forma e solidità è uscito, città e giardini, dalla mia tazza di tè. M. Proust, Alla ricerca del tempo perduto, trad. di G. Raboni, Mondadori, Milano, 1983

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A. BARICCO, Palladium Lectures: Proust – Sulla scrittura.

Il questionario di Proust, da  Scritti mondani e letterari di Proust (a cura di M. Bongiovanni Bertini, Einaudi, Torino 1984). Per la traduzione CLICCA QUI.

Proust a Venezia, Maggio1900

Proust a Venezia, Maggio1900

Per approfondire: link proustiani. 

Enrico Baj, I Guermantes, 1999, acrilici e collage su tela, , 48 piccoli ritratti dei duchi di Guermantes, dei loro ospiti e amici e di Marcel Proust

 

Ugo Gregoretti intervista Alessandro Mendini  sulla genesi della sua creazione più famosa, la poltrona Proust, divenuta icona del design contemporaneo. CLICCA QUI. “Proust” armchairs are full of color and they remind you of the beauty of life, the warm of our world and the joyful nature which surrounds us. They will make your interior become more alive and will inspire you a very good mood, which will make feel comfortable and full of joy.

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Alessandro Baricco: Palladium Lectures

Roma, Teatro Palladium, 2013

“In generale io faccio sempre lezione con questo obiettivo: dare delle risposte che a loro volta generano delle domande. È una specie di doppio movimento: da un lato do agli studenti delle risposte, cioè li aiuto a capire com’è fatta una certa cosa, gli concedo il piacere della conoscenza; dall’altro mi sforzo di fargli capire come quelle risposte siano soprattutto delle password per accedere a nuove domande: e in questo modo gli concedo il privilegio dell’ignoranza. Così si ricostruisce la catena del sapere, che è sempre coniare risposte che contengano domande: la progressione di una formazione culturale è tutta lì. Le Palladium Lectures sono costruite con quella logica.” Alessandro Baricco

Prima lezione: Kate Moss. Sul gusto. PARTE I. PARTE II.

Seconda lezione: Tucidide. Sulla giustizia. PARTE I. PARTE II.

Terza lezione: Luigi XVI, re di Francia. Sul tempo. PARTE I. PARTE II.

Quarta lezione: Proust, Sulla scrittura. PARTE I. PARTE II.

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