Donne alla pari

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I diritti delle donne nel mondo: INFOGRAFICA  interattiva del quotidiano “The Guardian”.

Muriel Rukeyser (1913-1980), Mito (Myth), in Breacking open, 1973

Molto tempo dopo Edipo, vecchio e accecato, camminava per le
strade. Sentì un odore familiare. Era
la Sfinge. Edipo disse, “Ho una domanda.
Perché non ho riconosciuto mia madre?” “La tua risposta
era sbagliata”, disse la Sfinge. “Ma era quella che ha reso
tutto possibile”, disse Edipo. “No”, lei disse.
“Quando ho chiesto: che cos’è che cammina a quattro zampe la mattina,
due il giorno, e tre la sera, hai risposto:
l’Uomo. Non hai parlato della donna.”
“Quando si dice Uomo”, disse Edipo, “sono comprese anche
le donne. Lo sanno tutti.”
Lei disse, “È quello che pensi tu.”

Long afterward, Oedipus, old and blinded, walked the
roads.      He smelled a familiar smell.        It was
the Sphinx.      Oedipus said, “I want to ask one question.
Why didn’t I recognize my mother?”      “You gave the
wrong answer,” said the Sphinx.     “But that was what
made everything possible,” said Oedipus.      “No,” she said.
“When I asked, What walks on four legs in the morning,
two at noon, and three in the evening, you answered,
Man.      You didn’t say anything about woman.”
“When you say Man,” said Oedipus, “you include women
too.      Everyone knows that.”       She said, “That’s what
you think.”

Elisabetta Tola, Uomini, la parità di genere è anche un vostro problema, in Aula di Lettere, Zanichelli. CLICCA QUI.

Risultati immagini per infografica parita di genere

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“Nel maggio del 2009 Lorella Zanardo ha messo in rete un documentario (www.ilcorpodelledonne.com), realizzato con Cesare Cantù e Marco Malfi Chindemi, che si proponeva di innalzare il livello di consapevolezza sull’immagine delle donne nella tv italiana. Oggetto e titolo: Il Corpo delle Donne. È stato l’inizio di un cambiamento e di una grande spinta per far riguadagnare centralità alle donne e misurare la loro incidenza sul tessuto sociale e culturale del nostro paese”.

Irene Biemmi,  IL VOCABOLARIO DELLA QUESTIONE DEI GENERI. CLICCA QUI.
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He for She: il discorso di Emma Watson alle Nazioni Unite, luglio 2014

Sophie Germain [1776-1831]

Imparò a leggere leggendo i numeri, giocare con i numeri era ciò che più la divertiva e di notte sognava Archimede. Il padre proibiva: «Non sono cose da donne», diceva. Quando la rivoluzione francese fondò il Politecnico, Sophie Germain aveva diciotto anni. Volle entrare. Le chiusero le porte in faccia: «Non sono cose da donne», dissero. Per conto suo, da sola, studiò, ricercò, inventò. Mandava i suoi lavori, per posta, al professor Lagrange. Sophie si firmava Monsieur Antoine-August Le Blanc, e così evitava che l’illustre maestro rispondesse: «Non sono cose da donne». Si scrivevano da dieci anni, da matematico a matematico, quando il professore seppe che lui era lei. D’allora in poi, Sophie fu l’unica donna accettata nell’Olimpo maschile della scienza europea: nelle matematiche, approfondendo teoremi, e poi nella fisica, dove rivoluzionò lo studio delle superfici elastiche. Un secolo dopo, i suoi contributi concorsero a rendere possibile, fra l’altro, la Tour Eiffel. La torre porta incisi i nomi di vari scienziati. Sophie non c’è. Sul suo certificato di morte, del 1831, figurò come benestante, non come scienziata: «Non sono cose da donne», disse il funzionario.

Eduardo Galeano

Olympia

Son femeninos los símbolos de la revolución francesa, mujeres de mármol o bronce, poderosas tetas desnudas, gorros frigios, banderas al viento.

Pero la revolución proclamó la Declaración de los Derechos del Hombre y del Ciudadano, y cuando la militante revolucionaria Olympia de Gouges propuso la Declaración de los Derechos de la Mujer y de la Ciudadana, la guillotina le cortó la cabeza.

Al pie del cadalso, Olympia preguntó:

Si las mujeres estamos capacitadas para subir a la guillotina, ¿por qué no podemos subir a las tribunas públicas?

No podían. No podían hablar, no podían votar.

Las compañeras de lucha de Olympia de Gouges fueron encerradas en el manicomio. Y poco después de su ejecución, fue el turno de Manon Roland. Manon era la esposa del ministro del Interior, pero ni eso la salvó. La condenaron por su antinatural tendencia a la actividad política. Ella había traicionado su naturaleza femenina, hecha para cuidar el hogar y parir hijos valientes, y había cometido la mortal insolencia de meter la nariz en los masculinos asuntos de estado.

Y la guillotina volvió a caer.

da Espejos/ Una historia casi universal, di Eduardo Galeano, 2008

 

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