Dubium sapientiae initium

Sì, rimetteremo tutto, tutto in dubbio. E non procederemo con gli stivali delle sette leghe, ma a passo di lumaca. E quello che troviamo oggi, domani lo cancelleremo dalla lavagna e non lo riscrive remo più, a meno che posdomani lo ritroviamo un’altra volta. Se qualche scoperta seconderà le nostre previsioni, la considereremo con speciale diffidenza. E dunque, prepariamoci ora ad osservare il sole con l’inflessibile determinazione di dimostrare che la terra è immobile! E solo quando avremo fallito, quando, battuti senza speranza, saremo ridotti a leccarci le ferite, allora con la morte nell’anima cominceremo a domandarci se per caso non avevamo ragione, se davvero è la terra che gira! (Ammiccando)
Ma se tutte le altre ipotesi, all’infuori di questa, ci si dovessero squagliare fra le dita, allora nessuna pietà per coloro che, senza aver cercato, vorranno parlare! Andrea, togli il panno dal cannocchiale e volgilo verso il sole!
B. Brecht, Vita di Galileo, Einaudi, Torino, 1963

L’uomo di scienza deve continuamente tentare di dubitare delle proprie verità. Queste sono verità della conoscenza, solo nella misura in cui resistono ad ogni possibile dubbio. Vivono quindi in un conflitto permanente con lo scetticismo. Tale conflitto si chiama prova. […] Oggi l’uomo sa che quelle figure del mondo che immaginava in passato non sono la realtà. A forza di sbagliare, sta delimitando l’area del possibile esito. Da ciò l’importanza di non dimenticare gli errori e questo è storia. […] In confronto ad un romanzo, la scienza sembra la realtà stessa. Ma in paragone alla realtà autentica si avverte ciò che la scienza ha di romanzo, di fantasia, di costruzione mentale, di edificio immaginario.
José Ortega y Gasset, Intorno a Galileo, 1933

Se non si potesse, o volesse, guardare in nuove direzioni, se non si avessero dubbi, o non si riconoscesse il valore dell’ignoranza, non sarebbe possibile avere idee nuove. Non ci sarebbe nulla che valga la pena di verificare, perché sapremmo già cos’è vero e cos’è falso. Quindi ciò che oggi chiamiamo «saperi scientifici» sono un corpo di affermazioni a diversi livelli di incertezza. Alcune sono estremamente incerte, altre quasi sicure, nessuna certa del tutto. Noi scienziati ci siamo abituati, sappiamo che è possibile vivere senza sapere le riposte. Mi sento dire: «Come fai a vivere senza sapere?». Non capisco cosa intendano. Io vivo sempre senza risposte. È facile. Quello che voglio sapere è come si arriva alla conoscenza.

Richard P. Feynman, Il senso delle cose, Adelphi, Milano, 1999 [conferenza tenuta da Richard Feynman presso l’Università di Washington, aprile 1963. LEGGI un estratto QUI]

“La vita quotidiana e il linguaggio d’ogni giorno tendono con tenacia a offrirci una illusione rassicurante e filosoficamente confortevole: l’illusione secondo la quale il mondo delle cose ha una struttura unica che si ripete sempre, sia che si vada verso l’infinitamente grande (verso le stelle, le galassie e le zone più remote del cosmo), sia che si vada verso l’infinitamente piccolo (e cioè verso le molecole, gli atomi, i nuclei e le particelle elementari).
Si tratta di una illusione che ha una lunghissima storia e che è una potente fonte di errori. È merito della prima rivoluzione scientifica, legata a nomi di studiosi quali Copernico, Galilei e Newton, l’aver dimostrato che il mondo delle cose è conoscibile con le armi della razionalità: ma è merito soprattutto della seconda rivoluzione scientifica, avviatasi sul finire del Settecento, l’aver scoperto, gradualmente e tra le numerosi contraddizioni, che il mondo delle cose e delle teorie è molto più complesso di quanto non apparisse agli scienziati del Rinascimento. […]
La lezione galileiana ha dato frutti in ogni campo del sapere, dimostrando che è possibile, con la forza della ragione, penetrare il mondo. Ma proprio penetrando il mondo, al di là di ciò che ci dicono i sensi e di ciò che ci narrano le fiabe e le superstizioni, abbiamo trovato un universo di oggetti e di leggi che mettono in crisi la stessa immagine galileiana del libro della natura. Non si tratta infatti di un libro che si possa sfogliare pagina dopo pagina, seguendo l’idea che ogni pagina passata rappresenti una conoscenza sicura e definitiva. Al contrario, ogni pagina nuova che si affronta ci obbliga a rileggere le pagine precedenti, a reinterpretarne il senso, a modificarne il significato. In altre parole: la realtà in cui viviamo e di cui facciamo parte non si lascia conoscere per accumulazione di certezze, e la scienza non viene costruita come le case: le leggi scientifiche non sono mattoni con cui edificare l’edificio del sapere. La scienza è, invece, un processo storico: ogni nuovo fatto getta una luce diversa su quelli che lo hanno preceduto e dei quali credevamo di avere dato una spiegazione definitiva.”
E. Bellone, in Le leggi della termodinamica dal Boyle a Boltzmann, Loescher, 1978

Bertolt Brecht (Augusta 1898 – Berlino 1956), Lode del dubbio

Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate
serenamente e con rispetto chi
come moneta infida pesa la vostra parola!
Vorrei che foste accorti, che non deste
con troppa fiducia la vostra parola.

Leggete la storia e guardate
in fuga furiosa invincibili eserciti.
In ogni luogo
fortezze indistruttibili rovinano e
anche se innumerabile era l’armata salpando,
le navi che tornarono
le si poté contare.

Fu così un giorno un uomo sulla inaccessibile vetta
e giunse una nave alla fine
dell’infinito mare.

Oh bello lo scuoter del capo
su verità incontestabili!
Oh il coraggioso medico che cura
l’ammalato senza speranza!

Ma d’ogni dubbio il più bello
è quando coloro che sono
senza fede, senza forza, levano il capo e
alla forza dei loro oppressori
non credono più!

Oh quanta fatica ci volle per conquistare il principio!
Quante vittime costò!
Com’era difficile accorgersi
che fosse così e non diverso!
Con un respiro di sollievo un giorno
un uomo nel libro del sapere lo scrisse.

Forse a lungo là dentro starà e più generazioni
ne vivranno e in quello vedranno un’eterna sapienza
e spezzeranno i sapienti chi non lo conosce.
Ma può avvenire che spunti un sospetto, di nuove esperienze,
che quella tesi scuotano. Il dubbio si desta.
E un altro giorno un uomo dal libro del sapere
gravemente cancella quella tesi.

Intronato dagli ordini, passato alla visita
d’idoneità da barbuti medici, ispezionato
da esseri raggianti di fregi d’oro, edificato
da solennissimi preti, che gli sbattono alle orecchie
un libro redatto da Iddio in persona,
erudito da impazienti pedagoghi, sta il povero e ode
che questo mondo è il migliore dei mondi possibili e che il buco
nel tetto della sua stanza è stato proprio previsto da Dio.
Veramente gli è difficile
dubitare di questo mondo.
Madido di sudore si curva l’uomo
che costruisce la casa dove non lui dovrà abitare.

Ma sgobba madido di sudore anche l’uomo
che la propria casa si costruisce.
Sono coloro che non riflettono, a non
dubitare mai. Splendida è la loro digestione,
infallibile il loro giudizio.
Non credono ai fatti, credono solo a se stessi.
Se occorre, tanto peggio per i fatti.
La pazienza che han con se stessi
è sconfinata. Gli argomenti
li odono con gli orecchi della spia.

Con coloro che non riflettono e mai dubitano
si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono.
Non dubitano per giungere alla decisione, bensì
per schivare la decisione. Le teste
le usano solo per scuoterle. Con aria grave
mettono in guardia dall’acqua i passeggeri dl navi che affondano.
Sotto l’ascia dell’assassino
si chiedono se anch’egli non sia un uomo.

Dopo aver rilevato, mormorando,
che la questione non è ancora sviscerata vanno a letto.
La loro attività consiste nell’oscillare.
Il loro motto preferito è: l’istruttoria continua.

Certo, se il dubbio lodate
non lodate però
quel dubbio che è disperazione!
Che giova poter dubitare, a colui
che non riesce a decidersi!
Può sbagliare ad agire
chi di motivi troppo scarsi si contenta!
ma inattivo rimane nel pericolo
chi di troppi ha bisogno.

Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
che tale sei, perché hai dubitato
delle guide! E dunque a chi è guidato
permetti il dubbio!

(Trad. Franco Fortini)

PER APPROFONDIRE:

A proposito di zetetica, o arte del dubbio: https://illuminationschool.wordpress.com/2015/02/22/larte-del-dubbio/

La coscienza, così, fa tutti vili,
così il colore della decisione
al riflesso del dubbio si corrompe
e le imprese più alte e che più contano
si disviano, perdono anche il nome dell’azione.

 W. Shakespeare, Amleto, III, I, vv. 87-91, 135

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