Stéphane Mallarmé

Mallarmé “merita di morire alle soglie del nostro secolo: perché lo annuncia”. Jean-Paul Sartre

Édouard Manet, Ritratto di Stéphane Mallarmé, 1876

Brezza marina [1865]
La carne è triste, ahimè ! E ho letto tutti i libri.
Fuggire! laggiù fuggire! Sento che gli uccelli sono ebbri
Di essere tra l’oscura schiuma ed i cieli!
Niente, né gli antichi giardini riflessi dagli occhi
Tratterrà questo cuore che nel mare si immerge
O notti! né la luce deserta della mia lampada
Sul foglio vuoto che il candore difende,
E né la giovane donna che allatta il suo bambino.
Partirò! Vascello che fai dondolare l’alberatura
Leva l’ancora verso un luogo esotico!
Una Noia, tradita da speranze crudeli,
Crede ancora all’addio supremo dei fazzoletti!
E, forse, gli alberi, che attirano i temporali
Sono quelli che un vento inclina sui naufraghi
Sperduti, senza alberi, senza alberi, né piccole isole verdi!
Ma ascolta, o cuore mio, il canto dei marinai!

“La Distruzione fu la mia Beatrice” (S.M.)

Frontespizio di Édouard Manet per il poema “L’après-midi d’un faune di Stéphane Mallarmé”, 1876

Le Faune

Ces nymphes, je les veux perpétuer.

Si clair,

Leur incarnat léger, qu’il voltige dans l’air
Assoupi de sommeils touffus.

Aimai-je un rêve?

Mon doute, amas de nuit ancienne, s’achève
En maint rameau subtil, qui, demeuré le vrais
Bois mêmes, prouve, hélas!, que bien seul je m’offrais
Pou triomphe la faute idéale de roses.

Réfléchissons…

LEGGI TUTTO…

C. Debussy, Prélude à l’après-midi d’un faune (1892-94)

E. Munch, , Stèphane Mallarmé, 1896, litografia

Nominare un oggetto è sopprimere tre quarti del godimento della poesia che è costituita dalla felicità di indovinare a poco a poco. Suggerire: ecco il sogno. o. È l’uso perfetto di questo mistero che costituisce il simbolo, evocare a poco a poco un oggetto […] Istituire una relazione tra le immagini esatte, così che se ne distacchi un terzo aspetto fusibile e chiaro, presentato alla divinazione […] lo dico: un fiore! e fuori dall’oblio ove la mia voce relega un qualche profilo, in quanto qualcosa di diverso dai calici appresi, musicalmente si leva, idea stessa e soave, l’assente da tutti i fasci di fiori […]” Una tecnica dell’oscurità, un evocare attraverso gli spazi bianchi, il non dire, la poetica dell’assenza: solo così il Libro totale può rivelare infine”! merletti immutabili della Bellezza”.
Stéphane Mallarmé, Divagazioni

“La natura non è soltanto ciò che è visibile agli occhi. Essa è anche l’insieme delle immagini interiori della mente. Immagini al di là dell’occhio”.
Edvard Munch, 1907-1908

Matisse, Le guignon, 1930-1932, da Stéphane Mallarmé, Poésies,Losanna, Albert Skira, 1932. Engraving, 33 x 24.8 cm.

Henri Matisse, Le cygne, da Stéphane Mallarmé

 Un coup de dés jamais n’abolira le hasard (Un colpo di dadi non abolirà mai il caso, 1897)

Cerith Wyn Evan, ‘… après Stéphane Mallarmé’, 2008

 

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