E. Lussu, Un anno sull’altipiano

“È un anno di vita al fronte che, attraverso queste pagine, si è costretti a vivere con Lussu, con i suoi compagni, con i suoi soldati. Tutto si anima di un colpo per prodigio, attorno a noi, di quel lontano ma non irreale né fantastico teatro di guerra appena la lettura si inizia. La trincea è là, davanti ai nostri occhi, sotto i nostri piedi”.
Silvio Trentin. Da “Giustizia e Libertà”, anno V, numero 20, Parigi 20 maggio 1938

APPROFONDIMENTO a cura di www.centoannigrandeguerra.it

MEMORIE DI GUERRA: EMILIO LUSSU E UN ANNO SULL’ALTIPIANO

Vent’anni dopo aver combattuto sull’Altipiano di Asiago con la Brigata Sassari, Emilio Lussu scrisse Un anno sull’Altipiano, il suo”libro sulla guerra”.
La mattina del 13 maggio 1915, pochi giorni prima della dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria-Ungheria,  salpava dal porto di Cagliari il transatlantico America, destinato a trasportare in terraferma le prime unità di una  brigata di nuova formazione, la “Sassari”, costituita ai primi dell’anno in Sardegna. Tra gli ufficiali, Emilio  Lussu, sottotenente della 10ª compagnia, 3° battaglione, 151° reggimento, laurea in Legge appena conseguita in  un clima segnato dalle manifestazioni interventiste degli studenti universitari.
La brigata, mostrine biancorosse sulla divisa grigio-verde, fu inizialmente impegnata sulla linea del Carso, tra  l’estate e l’inverno del 1915-16. Nel maggio del 1916, a seguito della Strafe-Expedition, la grande offensiva  austroungarica sugli altipiani trentini e veneti, i suoi due reggimenti (151° e 152°) furono inviati su quel fronte,  dislocati sul margine dell’Altipiano di Asiago tra i monti Fior e Castelgomberto. E su quel fronte combatterono dal  giugno del 1916 al luglio del 1917, in un anno segnato da sanguinosi attacchi, arretramenti ed azioni di
controffensiva.
Tornando con la memoria alle vicende di quell’anno di guerra, Emilio Lussu – figura della Sassari divenuta  leggendaria per coraggio, capacità di comando e un profondo senso di umanità – avrebbe scritto molti anni più  tardi Un anno sull’Altipiano.
La genesi dell’opera si colloca negli anni dell’esilio, tra il 1935 e il 1937. Con la fine del conflitto, Lussu aveva  fatto ritorno in Sardegna, divenendo leader degli ex combattenti e del Partito Sardo d’Azione. Deputato nel 1921  e nel 1924, era stato imprigionato e poi condannato al confino a Lipari nel 1927, riuscendo avventurosamente a  fuggirne per riparare in Francia (estate del 1929). Qui, insieme all’amico Carlo Rosselli e ad altri, aveva dato vita  al movimento antifascista “Giustizia e Libertà”. Le precarie condizioni di salute, dovute alla malattia polmonare  contratta in carcere, lo avevano tuttavia costretto ad allontanarsi sempre più dall’impegno politico. E lo  costrinsero infine, nell’autunno del 1935, al ricovero nel sanatorio svizzero di Clavadel, sopra Davos, nel Cantone  dei Grigioni.
E proprio lì, nei mesi della guarigione, decise finalmente di dedicarsi alla scrittura di Un anno sull’Altipiano. “Il  fatto poi che io, che ho fatto tutta la guerra, non parlo né del Carso, né della Bainsizza, né del Piave, ma mi limito  solo ad un settore dove sono stato pochi mesi, mi pare possa dare al lettore l’impressione esatta del fenomeno  durata immensa della guerra, che è stato l’incubo più tragico per tutti i combattenti”. Nel maggio del ’37 l’opera  era conclusa. Nel 1938 comparve a Parigi, con le Edizioni Italiane di Cultura, e nel 1945 Einaudi ne pubblicò la  prima edizione italiana. Le numerose traduzioni e pubblicazioni apparse negli anni testimoniano di un successo editoriale giunto a suggellarne il valore universale.
Il giovane studente interventista, mosso alla guerra contro l’autoritarismo degli imperi centrali da “uno  sconfinato senso di libertà e giustizia”, aveva visto i suoi ideali scontrarsi contro le spaventose carneficine e il  dramma collettivo vissuto da interi reparti di fanti. Misurandosi a distanza di anni con i suoi ricordi personali,  restituì un’immagine viva di quel dramma, rievocando con forza l’umanità e i sentimenti dei soldati di fronte  all’assurdità dei comandi e all’inutile crudeltà della disciplina militare. Ne sortì una riflessione autobiografica  inedita, opposta rispetto al racconto mitizzato ed esaltato che intorno alla guerra aveva costruito il regime
fascista.

Su Radio3, per il ciclo Ad alta voce, l’attore e regista Marco Paolini legge Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu. CLICCA QUI per ascoltare tutte le puntate in podcast.

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