Invito a teatro: “Gli studenti di fisica”

locandina_studenti_fisica

“Ogni forma di conoscenza è preziosa, che abbia
o meno una qualche utilità per l’essere umano”.
Alfred Edward Houseman [1859–1936]

Un gruppo di liceali neodiplomati che ambiscono ad entrare nelle più prestigiose università torna sui banchi di scuola per preparare gli esami di ammissione. Il loro professore di fisica, che tutti chiamano Frank, è un insegnante atipico, che ricerca “il sapere per il sapere in sé”: è eclettico, anticonformista, a volte cialtronesco e cinico, e ha dei comportamenti deontologicamente incompatibili con il suo ruolo di educatore. Insomma, è una versione non edulcorata del professor Keating, reso famoso dal film L’Attimo fuggente. Frank viene a scuola in motocicletta, insegna il tedesco improvvisando un dialogo “in einem Bordell”, rievoca vecchi film a colpi di scommesse, cita e fa imparare versi e opere a memoria (col cuore, però, by heart). Mentre fa lezione chiude la porta a chiave per separare il mondo dell’utile e dell’avere da quello ben più autentico dell’inutile e dell’essere, per erigere “una barriera contro la dittatura dei fatti”. Nella sua aula non si impara a superare un esame, ma a vivere, a resistere alla vita e ai suoi dolori grazie alla matematica, alla poesia, alla letteratura. Frank è però un uomo debole, esagera, rivolge troppe attenzioni alle studentesse, sbaglia, piange, urla, si arrende. Il suo comportamento controcorrente gli costerà la carriera e non solo.
Il successo ed il prestigio sociale sono invece le strade che la società vuole percorra “la meglio gioventù”, divisa tra ambizioni – l’università migliore, la carriera – e fragilità: gli amori, i desideri. Non può essere l’inaffidabile Frank a guidare i giovani a superare brillantemente gli esami: per volontà del preside è affiancato da una giovane, pragmatica professoressa di fisica, la Barbato, che ha il compito di preparare i ragazzi a vincere nella scuola e nella vita con la scaltra furbizia di chi sa apparire e stupire, di chi sa sembrare “originale”. Anche la fisica è per lei “performance, spettacolo. E quando non lo è”, bisogna “fare in modo che lo diventi”: per l’antagonista di Frank, il sapere è una “chicca” che può spalancare la strada del successo.
Chi dei due vincerà la sfida educativa? Il mondo degli adulti è infatti altrettanto fragile e vulnerabile di quello giovanile, è toccato dall’amore, da pulsioni e frustrazioni, dal coinvolgimento emotivo. Come afferma l’ironica e disincantata professoressa Liverani, “per gli allievi la cosa più difficile è capire che il professore è un essere umano. E per il professore la cosa più difficile è non andare subito a dirglielo”.
Cosa, chi diventeranno i protagonisti di questa storia, che ne sarà degli studenti qui còlti nel loro difficile e rituale passaggio alla vita adulta? Che ne sarà di Frank, della Barbato, di giovani come Dallara, il seduttore, o Peretti, l’innamorato? Le loro storie si proiettano ora nel passato, ora nel futuro, in un andirivieni temporale ora illuminato ora oscurato dai riflettori della finzione teatrale.
Ovviamente non è rappresentata la nostra scuola: il testo di Bennett è stato nello stesso tempo tradito (non la storia, ma la fisica e la scienza sono al centro del dibattito e dei dialoghi) e seguito fedelmente, sia pure moltiplicando le parti, invertendo ruoli e inventando nomi. Resta intatta, ci auguriamo, la forza comica e dolente, graffiante, provocatoria e talora sopra le righe, di uno dei testi teatrali di maggiore incisività del nostro presente.
s.f.

Alan Bennett, nato a Leeds nel 1934, è uno degli scrittori e drammaturghi britannici oggi più apprezzati e tradotti nel mondo. Dopo aver frequentato la Modern School di Leeds, venne ammesso prima al Sidney Sussex College di Cambridge e poi ad Oxford, dove si laureò in storia. Tra le sue opere più note ricordiamo La pazzia di re Giorgio (The Madness of King George, 1994) e La sovrana lettrice (The Uncommon Reader, 2007), pubblicate in Italia da AdelphiIl pluripremiato testo teatrale The history boys (Gli studenti di storia, traduzione di Maria Grazia Gini, Adelphi, 2012), da cui è tratto questo adattamento, è stato rappresentato per la prima volta nel 2004. La versione cinematografica è del 2006. 

Si ringraziano in ordine di apparizione/citazione:

P. P. Pasolini, Le ceneri di Gramsci, Il pianto della scavatrice
La Bibbia, Deuteronomio
W. Shakespeare, Re Lear; Amleto; Pene d’amore perdute
A mula de Parenzo
Wystan Hugh Auden , Letter to Lord Byron; Musée des beaux artsLullaby
Wislawa Szymborska, Amore a prima vista
T. S. Eliot, Gerontion
Alfred Edward Houseman, Shropshire Lad; Last poems
Blaise Pascal,  Les pensées
Ludwig Wittgenstein, Tractatus Logico-Philosophicus
Frances Cornford, On Rupert Brooke

… e inoltre, in ordine sparso, Einstein, Bohr, Maxwell, Schrödinger , Newton, Heisenberg, Young, Turing, Rutherford, Thelma e Louise, Feyerabend, Woody Allen, Alan Bennett…

La versione teatrale italiana del testo originale di Bennett. Il video:

“Magnificamente impreparati / alla lunga piccolezza della vita”.

Frances Cornford, On Rupert Brooke

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