Cyrano de Bergerac

Savinien Cyrano de Bergerac (Parigi, 6 marzo 1619 – Sannois, 28 luglio 1655): LEGGI la biografia.

“Cyrano si chiamava in realtà Savinien de Cyrano; Bergerac era una piccola tenuta di famiglia, e lui si era aggiunto quel nome per sembrare nobile. Amava le rodomontate e gli scherzi monumentali, perciò Rostand dice che era guascone; ma in realtà era nato, nel 1619, a Parigi. Era spavaldo anche in guerra, e, di fatto, una specie di eroe; e così fu ferito più volte, e a un assedio a Arras così gravemente, che abbandonò le armi e si diede alla letteratura. Anche qui fece guai; una sua tragedia fu proibita per un verso blasfemo; e il suo capolavoro, un viaggio sulla luna, “L’Altro mondo” (la luna, questa “palla di zafferano”, “è un mondo come questo, a cui il nostro serve da luna”), fu pubblicato postumo, tagliato e espurgato da un amico sacerdote. Erano gli anni in cui Galileo si scontrava col Sant’Uffizio. L’altro mondo presentava un sistema eliocentrico (“L’universo è fatto come una cipolla. L’embrione, nella cipolla, è il piccolo Sole di questo piccolo mondo”), anticipando materialismo, evoluzionismo, e la fantascienza.
Soprattutto, era divertentissimo, Cyrano fu definito un “libertino fiammeggiante”, cioè un ateo che scrive cose empie ma di grande comicità. Molière gli copiò due scene, e Pascal se ne ispirò per la scommessa su Dio e per il bellissimo brano dei due infiniti. Cyrano morì a 36 anni, non si sa se di sifilide o per i postumi di una trave che gli era caduta in testa.
Cyrano non poteva sopportare che gli guardassero il naso, che era “ragguardevole”; metteva subito mano alla spada. Così, gli abitanti della sua Luna, i Seleniti, hanno un lungo naso: lo usano come meridiana per sapere, dall’ombra che proietta il sole, che ore sono. Anzi, sulla Luna chi ha il naso camuso viene castrato. Si capisce che il naso lungo è il sogno di un’estesa virilità; Rostand giocò con leggerezza su questo sottinteso. Ma il pubblico in delirio della prima intravvide l’avvertimento alle donne, che si innamorano dei belli: un uomo brutto può avere molti argomenti. A teatro Rostand aveva collezionato una serie di fallimenti, e era diventato “nevrastenico”, quando creò Cyrano. L’attacco all’attore Montfleury, il pasticciere generoso Ragueneau, la trave assassina, tutto è vero. Rostand aggiunge i versi e inventa, soprattutto, la storia d’amore: l’incantevole Roxane è invaghita del belloccio, e stupido, Christian; Cyrano, a sua volta gonfio d’amore, gli presta la sua voce e la sua penna per irretire la ragazza. La storia, diventata un mito senza tempo, passerà al cinema”. D.  Galateria 

Alessandro Baricco racconta Cyrano (da Totem, 1998)

Dall’Auditorium Parco della Musica di Roma, Stefano Benni legge Cyrano. CLICCA QUI.

Esercizi di stile: il naso di Cyrano, ovvero, come rispondere alle offese e duellare con le parole:

VALVERT: (…) Voi… voi avete un naso… ecco… un naso… molto grande.
CIRANO (con aria grave): Sì, molto.
VALVERT (ridendo): Ecco!
CIRANO (imperturbabile): Tutto qui?
VALVERT: Ma…
CIRANO: Eh, no! E’ un po’ poco, ragazzo mio! Ce n’erano di cose da dire sul mio naso – diamine! – e di toni da sfoggiare! Per esempio, vediamo:
Aggressivo: “Io, signore, se avessi un naso simile, me lo farei tagliare!”.
Amichevole: “Certo che quando bevete vi si immerge nel bicchiere! Fatevene fabbricare uno su misura!”.
Descrittivo: “E’ una montagna, un picco, un promontorio!… Ma che dico, un promontorio? E’ una penisola!”.
Curioso: “A che vi serve questo affare smisurato? Da scrittoio signore, o da scatola da lavoro?”.
Grazioso: “Amate a tal punto gli uccelli che paternamente voleste preoccuparvi di offrire un trespolo alle loro zampette?”.
Truculento: “Ditemi, signore, quando fumate, il naso vi fa da cappa del camino? E i vicini non gridano al fuoco?”.
Previdente: “Fate attenzione, con tutto questo peso voi potreste cadere faccia per terra!”.
Tenero: “Metteteci sopra un parasole che gli preservi quel suo bel colore!”.
Pedante: “Pare che l’animale che Aristotele chiama ippocampelefantocammello pesasse quanto il vostro naso!”.
Cavalleresco: “Cos’è quest’uncino, una nuova moda? Comodo per appenderci il cappello!”.
Enfatico: “Che naso! Nessun vento può fargli venire il raffreddore ad eccezione del maestrale!”.
Drammatico: “Quando sanguina, sembra il Mar Rosso!”.
Ammirato: “Che splendida insegna per un profumiere!”.
Lirico: “E’ una conca. Potreste farci il bagno!”.
Semplice: “Quando si può visitare il monumento?”.
Rispettoso: “Certo che voi ne possedete di beni al sole!”.
Ruspante: “E che è un naso questo? Andiamo! O è un rafano gigante o un melone nano!”.
Militare: “Puntate!”.
Pratico: “Giocatevelo al lotto. E’ una bella puntata!”.
Oppure, facendo il verso alla tragedia greca, piangendo: “Ecco il naso che ha distrutto l’armonia di questo viso! Guardatelo, il traditore! Ne arrossisce di vergogna!”.
Ecco quante cose, mio caro, avresti potuto dirmi se solo avessi un briciolo di cultura o di spirito. Ma di spirito, tristissimo individuo, tu non ne possiedi un atomo. Quanto alla cultura, poi non ne hai abbastanza da mettere insieme più di sette lettere quelle che formano la parola cretino!

Da Cyrano de Bergerac, di Edmond Rostand, Atto I, scena 4. Tutto il testo si può leggere QUI.

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