Invito a teatro: Nikolaj Vasilievich Gogol’, ”L’ispettore generale”

Perché indignarti dello specchio?
Sei tu che hai il muso storto.”
(proverbio russo)
Nikolaj Vasilievich Gogol’, L’ispettore generale (Revizor)

Fu Aleksandr Puškin a suggerire a Gogol’, in difficoltà economiche, di trarre ispirazione per una nuova commedia da un fatto di cronaca (Perché la vita, – come scriveva Pirandello – per tutte le sfacciate assurdità, piccole e grandi, di cui beatamente è piena, ha l’inestimabile privilegio di poter fare a meno di quella stupidissima verosimiglianza, a cui l’arte crede suo dovere obbedire…).
Un giovane squattrinato di Pietroburgo, di nome Chlestakov, capita per caso in una sperduta cittadina della provincia russa. I corrotti notabili del luogo lo scambiano per un ispettore in incognito, inviato dal governo della capitale per smascherare corruzioni e inefficienze dell’amministrazione locale. Tutti, spaventatissimi all’idea che il presunto ispettore possa denunciarli, fanno a gara per corrompere il giovane “funzionario”, che, resosi conto dell’equivoco, approfitta della situazione. Ottiene danari, favori, addirittura una promessa di matrimonio. Ma forse il gioco si è spinto troppo oltre…
Questa commedia degli equivoci che castigat ridendo mores (forse non solo ottocenteschi…) debuttò il 19 aprile del 1836 a Pietroburgo, alla presenza dello zar Nicola I.  Il realismo della vicenda lasciò interdetto o offeso il pubblico più conservatore, mentre entusiasmò coloro che nel testo colsero una volontà di denuncia:  la commedia fu implacabile specchio di piccoli e grandi misfatti di burocrati e politici,  mai rappresentati prima  con tale schiettezza. Il riso, diceva Gogol’, “è il mio unico personaggio onesto”.
Il testo gogoliano non smentisce la sua amara e tragicomica attualità: un po’ caricatura, un po’ farsa, un po’ dramma – serio – che mette in scena una vicenda di pubblica corruzione.

Note sull’autore

Nikolaj Vasilievich Gogol’,  “forse il genio più buio e misterioso della letteratura russa”,  nacque  il 1° aprile (20 marzo secondo il calendario giuliano in uso fino alla rivoluzione d’ottobre) 1809, a Velikie Sorocincy, un villaggio ucraino, da una famiglia di piccoli possidenti terrieri.  Nel 1828 si trasferì a Pietroburgo, dove lavorò come funzionario nel Dipartimento dei Beni patrimoniali e poi come docente di storia.  La pubblicazione delle Veglie in una fattoria presso Dikan’ka (1831-32) gli assicurò i primi successi; seguirono, nel 1835, le raccolte di racconti Mirgorod e Arabeschi.  Dopo il 1836, che vide andare in scena L’ispettore generale, trascorse quasi dodici anni all’estero, viaggiando instancabilmente;  in Italia soggiornò soprattutto a Roma, dove scrisse gran parte del suo capolavoro,  il “poema in prosa” Le anime morte,   il cui primo volume uscì nel 1842.  E’ dello stesso anno la composizione del celebre racconto Il cappotto.  Nel settembre del 1848, dopo un pellegrinaggio in Terra Santa, tornò in Russia. Visse per lo più a Mosca,  lavorando al secondo volume delle Anime morte, che bruciò poco prima di morire, “malato nell’anima e nel corpo”, nel 1852.

Teatro Stabile del Veneto – Teatro Stabile dell’Umbria, L’ispettore generale. CLICCA QUI.

Lascia un commento

Archiviato in Quarta F, Teatro

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...