Archivi del mese: agosto 2013

Ragazzi e privacy in rete

Marta Serafini“Corriere della Sera”, 24 agosto 2013

«LaBig Data è lieta di presentarvi Face Hawk». Inizia così un video che sta girando in queste ore sulle bacheche statunitensi, in polemica con il Datagate e con l’uso che le grandi star del tech fanno dei nostri dati sensibili. Tutte le nostre foto, i nostri status, i nostri pensieri più intimi e le nostre informazioni personali vanno a formare il disegno di un uccello che spicca il volo. E se hawk è il falco che vola via (e che magari prima o poi andrà down, giù, come si dice in gergo militare quando viene abbattuto un elicottero), il problema è che siamo noi stessi a non preoccuparci più di tanto della nostra privacy. Tra gli scatti delle cosce e dei piedi al mare e il selfie, l’autoscatto selvaggio su Instagram e l’annuncio dell’inizio delle nostre ferie, ci dimentichiamo che ciò che pubblichiamo rimarrà lì per sempre.

C’è chi dice che noi italiani in rete siamo particolarmente esibizionisti. A sostenerlo è uno che i social network ci lavora:«Siete un popolo spensierato, non vi curate della vostra immagine e la spontaneità fa parte del vostro Dna», avverte Damien Patton, a.d. di Banjo, che il 26 e 27 settembre sarà a Roma per TechCrunch Italy.

Un problema etnico dunque? «No, forse è più una questione di altitudine. I tedeschi sono infatti più rigidi degli spagnoli. Negli Usa si discute da tempo del problema, mentre in Sud America alla maggioranza non sembra importare più di tanto se intere vite finiscono online».

In realtà — avverte il Garante delle Privacy — la questione è un po’ più complicata di così. «Da parte degli utenti c’è un atteggiamento contradditorio: vengono avvertiti i rischi della condivisione sfrenata, ma poi c’è disimpegno sul fronte dei comportamenti quotidiani», sottolinea Antonello Soro. Le cose, però, sono migliorate: «Rispetto agli albori dei social network, quando tutti condividevano tutto senza freni, c’è maggiore consapevolezza. Piuttosto ciò che dovrebbe preoccuparci è l’uso dell’anonimato per dare libero sfogo alla tracotanza e all’insulto».

Già. Ma se hatespeech e cyberbullismo sono problemi tipici soprattutto degli adolescenti (quest’estate in Gran Bretagna sono stati tre i suicidi in seguito ai ricatti e insulti sfrenati su social network e videochat), le statistiche mostrano uno spaccato inquietante. Secondo una ricerca del sito statunitense Mashable, il 55 per cento dei ragazzi americani fornisce agli sconosciuti informazioni personali. Il 71 per cento poi non ha alcun problema a mettere nelle impostazioni del proprio profilo Facebook l’indirizzo di casa e quello di scuola. E solo sei su dieci chiudono la propria pagina. Comportamenti tipici dei nativi digitali (Qui trovate un’infografica) di tutto il mondo che troppo spesso usano questi mezzi di comunicazione senza alcun controllo. Sui social network, infatti, ci stanno soprattutto loro, i ragazzi. Degli oltre 22 milioni di utenti italiani di Facebook, più di 3 milioni sono minorenni (il 15 per cento, secondo l’Osservatorio social media di Vincenzo Cosenza). Non stupisce dunque che il Garante della Privacy abbia lanciato una campagna per un uso consapevole dei social. Ma è sufficiente informare? «Siamo consapevoli che non basta. E vogliamo avviare con il ministro dell’Istruzione progetti di educazione digitale».

«Attenzione, però — avverte Luca Mazzucchelli, psicologo esperto di comportamenti digital — introdurre ore di media education è un’ottima idea. Sicuramente più intelligente degli sceriffi del web o di leggi contro l’anonimato. Ma purtroppo c’è un fattore difficile da combattere». Ossia?

«Il progresso tecnologico ha azzerato lo spazio tra il pensiero e l’agito, rielaboriamo meno quello che viviamo. E pensiamo poco alla conseguenza delle nostre azioni».

Una faccenda che riguarda anche noi adulti. Che troppo agiamo (e parliamo) e poco pensiamo alla soluzione dei problemi.

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Il turista matematico

Il viaggio intorno al mondo di Piergiorgio Odifreddi alla ricerca dei segreti della matematica

1. Così Talete scoprì il teorema della piramide,  “La Repubblica”,  6 agosto 2013

2. Il computer di Iside, “La Repubblica”,  7 agosto 2013

3. In viaggio con Darwin. La mappa segreta dell’evoluzione“La Repubblica”,  15 agosto 2013

4. Le zattere di pietra. Benvenuti alla  Hawai, le isole naviganti, “La Repubblica”,  20 agosto 2013

5. L’isola dimezzata.  Islanda, nel cuore della faglia dove ribolle l’Inferno di Dante,  “La Repubblica”,  22 agosto 2013

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La Grande guerra: 1914 – 1918

Alla vigilia del centenario, un viaggio a puntate di Paolo Rumiz sul fronte italo-austriaco. Tutte le tappe: CLICCA QUI.

ALTOPIANO DI ASIAGO – Falde del Monte Ortigara, ore 22, un giorno di luglio. Tende sparse di penne nere su terreno irregolare segnato da crateri di bombe. Canti un po’ stonati, poche stelle e lampi lontani.
Una voce nel buio: “Altolà chi va là?”.
“Alpini”, rispondo.
“Alpini no basta. Parola d’ordine!”.
“Traminer, Malvasia e Vitovska”.
“Vito cossa?”
“Xe vin de Trieste”.
“Alora passa, can de l’ostia”.
Passo. Ho tre bottiglie nello zaino e cerco nel semibuio la tenda buona per barattarle con cibo. Nella radura risate sommesse di retrovia e fumo di luganighe alla brace. Accenti veneti e lombardi. Con gli alpini, il diaframma fra sagra e commemorazione è sottile. Ci sono decine di migliaia di morti là sotto, ma loro mangiano e bevono lo stesso. In fondo, in mezzo mondo si fa picnic sulla tomba di santi e poeti. E poi la morte è un antico esaltatore di sapidità. Tenente Paolo Monelli ne Le scarpe al sole, pagina 156: la vita è “una cosa buona che si sgranocchia in silenzio con i denti sani” e i morti, in fondo, sono solo “compagni impazienti che si avviarono in fretta a loro faccende ignote”. CLICCA QUI per proseguire la lettura.

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Si segnala il progetto interregionale Itinerari della Grande Guerra – Un viaggio nella storia  che coinvolge le regioni Friuli Venezia Giulia (capofila del progetto), Veneto, Lombardia e le province autonome di Trento e Bolzano. Il suo obiettivo è la valorizzazione in chiave turistica di questo straordinario patrimonio storico e culturale in modo da renderlo fruibile a tutti gli appassionati e a chiunque voglia conoscere un’importante parte del passato non solo italiano ma europeo.   Il portale “Itinerari della Grande Guerra” è stato sviluppato nell’ambito dell’omonimo progetto con l’obiettivo di offrire uno strumento utile ed interessante per tutti coloro che desiderano scoprire i luoghi, gli itinerari e un po’ di storia della Prima Guerra Mondiale nelle aree coinvolte. 

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