Lezione in Planetario

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« E [l’astronomia] più che alcune delle sopradette [scienze] è nobile e alta per nobile subietto, che è de lo movimento del cielo, e alta e nobile per la sua certezza, la quale è senza difetto, sì come quella che da perfettissimo e regolarissimo principio viene. E se difetto in lei si crede per alcuno, non è da la sua parte, ma, sì come dice Tolomeo, è per la negligenza nostra, e a quella si dee imputare. »

Dante, Convivio, II, 13

Il primo cielo stellato della storia letteraria. OMERO, Iliade, VIII, v. 555 sgg:

«Quelli stettero tutta la notte lungo i sentieri di guerra
a coltivare grandi speranze, e molti fuochi erano accesi.
Come quando le stelle nel cielo attorno alla luna che splende,
appaiono visibilissime, mentre l’aria è senza vento;
e appaiono tutte le rupi e le cime dei colli e delle valli;
e uno spazio indicibile si apre sotto la volta del cielo.
E si vedono tutte le stelle, e gioisce il pastore in cuor suo:
tanti falò splendevano tra le navi e il letto di Xanto,
quando i troiani accesero i fuochi davanti alle mura di Ilio».

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“Da molte stelle…”. I cieli di Dante.

Cieli: rassegna stampa e letture. CLICCA QUI.

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Archiviato in Dante, QUINTA B

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