A proposito di giustizia

Andrea Camilleri, Il giudice nella letteratura

Per un seguito di circostanze che non starò a dirvi, ho cominciato a leggere romanzi che ero ancora un bambino di sette anni, romanzi non da bambini ma da grandi, come si usa dire, e ho continuato a leggerli fino ad oggi che di anni ne ho 81 ben suonati.

Quindi, quanti saranno state le figure dei giudici che m’è capitato d’incontrare nelle pagine dei libri che ho letto? Sicuramente centinaia. Alcune sono del tutto scomparse dalla mia memoria, segno ch’erano, almeno per me, figure di nessuna rilevanza. Altre invece sono rimaste.
Sono rimaste per ragioni tra loro opposte. O perché mi erano simpatiche, o perché mi erano antipatiche, o perché ero restato del tutto affascinato dall’ingegnoso meccanismo del loro modo di ragionare, o perché mi avevano colpito per la loro perversione, o perché ne avevo apprezzato la voglia di conoscere fino in fondo le ragioni di colui contro il quale avrebbero emesso il giudizio.
Ma comunque sono sempre troppi per poterne parlare diffusamente. Vorrete scusarmi quindi se in questo excursus procederò per paragrafi.
Ma prima mi pare doveroso e rispettoso nei vostri riguardi esprimere quello che penso delle leggi, della giustizia e dei giudici. Per farlo, userò le parole di Montaigne:
1) Le leggi mantengono credito non perché sono giuste, ma perché sono leggi. E’ questo il fondamento mistico della loro autorità. Non ne hanno un altro.
2) Le stesse leggi della giustizia non possono sussistere senza una qualche mescolanza d’ingiustizia.
3) Il giudice che ha appena finito di condannare un tale per adulterio, scrive su un pezzettino del foglio che conteneva la sentenza, un biglietto amoroso alla moglie di un collega.
4) Mi ha sempre disgustato vedere i giudici spingere con l’inganno e le false speranze di favori o del perdono il criminale a confessare la sua azione, e adoperare in ciò la frode e l’impudenza. E’ una giustizia perfida, non meno ferita da se stessa che da altri.
5) Si possono desiderare altri magistrati, ma bisogna, ciò nonostante, obbedire a questi. E forse vi è più merito nell’obbedire a quelli cattivi che ai buoni.
Finita la premessa, comincio la mia galleria di ritratti. LEGGI TUTTO…

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