L’Inno di Mameli sarà insegnato a scuola


Via libera definitivo dell’aula del Senato al ddl che prevede l’insegnamento dell’inno di Mameli («Il Canto degli italiani») nelle scuole. I sì sono stati 208, i no 14, astenuti 2: hanno votato a favore tutti i gruppi, ad eccezione della Lega (ma molti senatori leghisti per protesta hanno abbandonato l’aula prima del voto) e Diana De Feo del Pdl. Il provvedimento diventa quindi legge.
LA GIORNATA DEL TRICOLORE – Dal 14 ottobre l’inno di Mameli «provvisoriamente» è l’inno della Repubblica italiana, anche se non è inserito nella Costituzione. Il disegno di legge per insegnarlo nelle scuole è stato approvato dalla Camera a giugno. Con la legge approvata giovedì si istituisce anche la «Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera» nel giorno del 17 marzo in ricordo del giorno in cui, nel 1861, fu proclamata, a Torino, l’unità d’Italia.
ANNO SCOLASTICO IN CORSO – Le lezioni scatteranno già quest’anno: «sono organizzati percorsi didattici, iniziative e incontri celebrativi finalizzati ad informare e a suscitare la riflessione sugli eventi e sul significato del Risorgimento nonchè sulle vicende che hanno condotto all’Unità nazionale, alla scelta dell’inno di Mameli e della bandiera nazionale e all’approvazione della Costituzione, anche alla luce dell’evoluzione della storia europea».
I PRESIDI: «METODI OTTOCENTESCHI» – Alcune critiche al provvedimento arrivano, però, dai responsabili delle scuole: «Niente da dire sui contenuti, ma molto da ridire sul metodo – commenta il presidente del’Associazione nazionale dei presidi Giorgio Rembado all’agenzia Agi – È una visione ottocentesca. Il fatto che il Parlamento si occupi dei contenuti dell’insegnamento è anacronistico e sbagliato. Non compete a Camera e Senato dire cosa bisogna studiare a scuola, piuttosto dare indirizzi strategici». Rembado sottolinea che da anni il ministero non fornisce più programmi, ma solo linee guida, e quindi solo obiettivi programmatici. «Trovo giusto che gli studenti imparino l’Inno di Mameli e conservino la memoria del Risorgimento e dell’Unità d’Italia – conclude – ma non che questo sia per legge dello Stato».

“Corriere della Sera”, Redazione Online 8 novembre 2012

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